La Renault è costretta a correre ai ripari per uno dei modelli più moderni della sua gamma. C’è un’avaria tecnica allarmante.
La Casa francese ha investito, massicciamente, sull’elettrico. Una strategia che ha regalato gioie e dolori. La vettura che ha rappresentato la svolta per Renault è stata la Zoe. Quest’ultima è stata una magnifica intuizione dei tecnici transalpini oltre 10 anni fa. Il progetto Z.E. (Zero Emissioni), nato nel 2008, aveva l’obiettivo di iniziare una produzione full electric oltre che ibrida. Da tale proposta sarebbero in seguito nati i modelli Kangoo Z.E., Fluence, una berlina a 3 volumi, e Twizy.
Venti anni fa la Renault svelò, al Salone di Ginevra, la prima di una serie di concept car dal nome Zoe. Si trattava di una particolare vettura a tre posti lunga appena 3.45 metri, con tetto trasparente sollevabile, portiera lato conducente apribile in modo tradizionale e portiera lato passeggero scorrevole elettricamente, lunotto apribile indipendentemente dal portellone. Dopo svariati prototipi, al Salone di Ginevra del 2012, fu presentata la Zoe definitiva.
L’utilitaria elettrica fu frutto di un lavoro molto dettagliato con uno studio dell’affidabilità delle batterie anche in condizioni climatiche estreme. Vennero fatti anche dei crash test per verificare che le batterie non si incendiassero in seguito a un impatto. La campagna pubblicitaria clamorosa fu dispendiosa. Ai test dell’Euro NCAP la vettura ebbe le 5 stelle.
La vettura elettrica avrebbe accusato dei problemi lato ricarica che potrebbero avere ripercussioni non solo sulla stessa auto, ma anche sulle colonnine di ricarica e altri veicoli nelle vicinanze. In base a quanto annunciato da EV Clinic, un riparatore indipendente specializzato in veicoli elettrici, il guaio principale è legato al surriscaldamento durante la ricarica. Non è la prima volta che vi parliamo di richiami Renault.
Una gestione inefficiente del calore, quando la corrente alternata viene convertita in corrente continua, determina un processo che richiede una dissipazione termica adeguata. Tuttavia, la superficie di raffreddamento usata non sarebbe sufficiente per controllare i 22 kW di potenza, portando a un aumento della temperatura che può causare il crollo del sistema. Il problema è salato e può venire a costare 8.000 euro solo per i soli pezzi di ricambio, poi vanno aggiunte le tasse e la manodopera. Persino gli altri veicoli elettrici potrebbero subire problemi se condividono stazioni di ricarica o se sono collegati a impianti elettrici simili. Una pessima notizia per tutti coloro che hanno acquistato l’EV francese.
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