La crisi del settore automotive può aggravarsi per l’Italia, a causa dei tanto discussi dazi. Scopriamo quali sono le possibili conseguenze.
Non si ferma l’emergenza sul fronte automotive, a seguito della crisi che da anni è ormai in corso, e che rischia di aggravarsi per via dei dazi voluti fortemente dall’amministrazione di Donald Trump. Non mancheranno le conseguenze sull’Italia, soprattutto su un settore in particolare, in cui il nostro paese è sempre stata molto competitiva. La Ferrari ha deciso di aumentare del 10% i prezzi delle proprie auto in esportazione, fornendo una prima, chiara risposta alle ultime mosse provenienti dagli USA.

La battaglia è aperta su questo fronte, e Trump non ha intenzione di recedere dalle proprie decisioni. Dal prossimo 2 di aprile, i dazi imposti saranno al 25% per tutte le auto che saranno importante oltreoceano, per 500 miliardi di dollari ogni anno. Come anticipato, non ci sarà un effetto solamente per le auto, ma anche per un altro settore, quello della componentistica. In tal senso, l’Italia potrebbe esserne fortemente colpita, ed ora andremo a scoprire quali sono i principali rischi per il nostro paese.
Automotive, anche la componentistica rischia
In Italia, nel corso del 2024, sono state prodotte meno di mezzo milione di auto, con un crollo di circa il 36% fatto registrare rispetto all’anno precedente. Il nostro paese non è un grande esportatore di auto negli USA, ed il totale di vetture che inviamo oltreoceano è pari a 3,4 miliardi di dollari all’anno, e sono soprattutto auto di lusso. Per quanto riguarda i componenti, ne inviamo negli Stati Uniti d’America per circa 1,8 miliardi di dollari l’anno, e su questo aspetto, sono previste importanti perdite. L’Italia potrebbe esserne particolarmente colpita, e c’è anche un’ulteriore considerazione da fare, che riguarda gli investimenti che dall’estero sono stati fatti nel nostro paese.

Tanto per farvi un esempio, BYD ha appena annunciato una partnership con brand italiani come Pirelli, Prima Industrie e Brembo, marchi del nostro paese attivi nel settore della componentistica. Se i dazi si dovessero dimostrare particolarmente impattanti sul nostro paese e sulle esportazioni in USA, le case cinesi potrebbero ben guardarsi dallo stringere ulteriori accordi, visto che l’utilizzo di componenti italiani potrebbe comportare dei costi maggiori. I dazi sono rivolti soprattutto alla UE, che da Donald Trump non è vista di buon occhio. Vedremo se su questo fronte verrà trovato un accordo, ma le prime indicazioni non sono positive.